lunedì 15 febbraio 2016

ARCANEWS Blog N. 272 del 15/2/2016
Resp. L. Cappellini

In questo numero ci sono parecchie partite ND (non disputate). Si prega i nostri inviati di comunicare per tempo la data di recupero della partita ed inviare corrispondente resoconto. Grazie!


 Juniores

ARCA - BASIGLIO 2 - 0
MARCATORI ARCA
10' pt Testa Francesco (Arca) e 25' pt Carbone Manuel (B) 

Commento:
3 pali, 2 reti annullate, 1 salvataggio sulla linea, 7 ragazzi assenti per Carnevale e 25 minuti di superiorità numerica non sono bastati alla Juniores per avere la meglio sul Basiglio. Nulla da rimproverare ai nostri ragazzi che hanno messo tutta la determinazione e la voglia possibile per vincere e avvicinarsi alla vetta della classifica ma a volte tutto questo non basta. Non mancheranno certamente le possibilità di migliorare nelle prossime partite contro avversari molto abbordabili.

Dal nostro inviato
Fabrizio Conconi


 Allievi

ASSAGO - ARCA ND
Giovanissimi 2002

LEONE XIII - ARCA ND
 
Esordienti '03

ARCA - ORIONE ND

Esordienti '04

ATL.MILANO - ARCA ND



Pulcini '05

ARCA - NIGUARDA ND

Pulcini '06

ORIONE - ARCA 0 - 2 (1-3) p. federale
Commento:
Prestazione da stropicciarsi gli occhi quella dei nostri 2006, all’esordio nel campionato primaverile dopo il turno di riposo alla prima giomata. Chi scrive pensava di avere toccato l’apice dell’esaltazione dopo le prestazioni contro la Pro Sesto e soprattutto La Biglia di Cornaredo, ma questa volta, ragazzi, come ha detto qualcuno (o Qualcuno?) in passato, è il centuplo quaggiù. Andiamo con ordine. L’avversario che ci tocca è l’Orione, di cui abbiamo un ricordo devastante e ancora abbastanza fresco: circa un anno fa eravamo stati asfaltati sotto un diluvio universale in un turno di recupero infrasettimanale subendo uno dei passivi più umilianti della storia di questa squadra: 1-11. In tutti, e soprattutto in Mister Casadei, era particolarmente vivo il ricordo del centravanti avversario, tale Fabièn, ragazzino di colore alto già l’anno scorso il doppio dei nostri, che aveva fatto letteralmente il bello e il cattivo tempo (anche se diluviava e basta). Ritrovarsi un anno dopo, le medesime squadre (intese come i medesimi giocatori da una parte e dall’altra), non dava di sicuro sensazioni improntate all’ottimismo.




Ma qui si staglia uno dei veri protagonisti della giornata: Mister Casadei. Nello spogliatoio divide il suo discorso in due parti: la prima motivazionale, ed è come sentire Winston Churchill nel celebre discorso del “sangue, sudore e lacrime” alla nazione britannica annunciando l’entrata in guerra contro la Germania nazista; la seconda più prettamente tattica. Di sicuro il discorso fa presa sui ragazzi, che entrano in campo, e si vede già dal riscaldamento pre-partita, estremamente concentrati e motivati. Consideriamo tra l’altro che, causa la festività carnevalizia ed alcune indisposizioni fisiche dell’ultima ora, la squadra si presenta al campo in soli 9 effettivi contro i 16 della rosa completa: mancano infatti Filippo Biraghi, Andrea Donelli, Jack Biasoli, Emanuele Castelluzzo, Luca Warna, Paolo Roberti ed Edoardo Bianchi. Mister Casadei è costretto all’ultimo momento a riconvocare precipitosamente Matteo Pierotti, in un primo momento lasciato a casa per esigenze di turnover. Un’occhiata al riscaldamento degli avversari: si nota immediatamente il treccioluto Fabièn (una via di mezzo tra Ziggy Marley e Koulibaly del Napoli), più altri due-tre elementi fisicamente sovrastanti i nostri. Si nota negli avversari una certa forza di gamba con conseguente facilità di calcio: sarà decisivo impedire loro di tirare da fuori. All’ingresso in campo, guardandoli più da vicino, è confortante notare che i due-tre elementi fisicamente sovrastanti sono anche generosamente sovrappeso. Calcio di inizio, e qui apriamo subito una parentesi sul mister dell’Orione: serve anche a capire la fortuna che abbiamo noi ad avere Mister Casadei. Pressappoco dell’età di Samuele, voce impostata in un ringhio stile caporale istruttore al CAR, queste le parole che dice, anzi, grida, nei primi cinque secondi della partita ad un malcapitato suo giocatore: “Scala, scala, Tommaso stai dormendo”. Primi cinque secondi del match, e non sto esagerando. Notiamo in effetti un certo terrore nello sguardo dei ragazzi dell’Orione. Ma torneremo su questo inquietante personaggio alla fine dell’incontro. I nostri si schierano con Yosef Sharaf in porta, Franci Bonsi e Carletto Gallizia centrali di difesa, Riccardo Magliocca play di centrocampo, Devid Nikolic e Michele Guarinelli laterali a supporto dell’inedita punta Matteo Costa (nuovo esperimento del laboratorio-calcio del mister). Ma la mossa tatticamente decisiva, con la quale Samuele vince la partita, è questa: Michele Guarinelli francobollato a uomo sul temibile Fabièn.
 

Miki Guarinelli merita la seconda parentesi, oltre alla menzione d’onore: si sfianca ad inseguire per tutto il campo il rasta-avversario limitandone le sortite e soprattutto innervosendolo terribilmente. In effetti Michele ha un modo di giocare parecchio indisponente, inteso come modo che indispone l’avversario tirandolo fuori dalla grazia di Dio: si aiuta molto con le mani, spinge, è sempre addosso. Bruttissima giornata per Fabièn che si becca Michele in campo e le urla del suo mister fuori dal campo: non troverà altro da fare che ingaggiare per frustrazione dei furiosi corpo a  corpo con Michele, uscendone spesso, nonostante la stazza, perdente. Grande intuizione tattica del nostro mister e super-prestazione del nostro capitano.



Il primo tempo è un capolavoro di abnegazione e di gioco di squadra dei nostri, che tamponano senza troppo sforzo gli attacchi dell’Orione tenendo sotto pressione gli avversari con veloci sortite in contropiede. I ragazzi dell’Orione, entrati in campo un po’ supponenti, incominciano a sbagliare giocate facilissime scatenando le ire del loro mister. Non si ricordano azioni pericolose dalle parti di Yosef, se non forse un tiro maligno che il nostro controlla comunque bene; la situazione più rischiosa è innescata verso fine tempo da uno sciagurato passaggio corto in orizzontale di Franci Bonsi che per poco non lascia Fabièn solo davanti a Yosef: lo svarione di Franci, per altro l’unico in una partita perfetta, fa perdere 10 anni di vita a testa a Mister Casadei, a Vice-Mister Ripamonti e al sottoscritto: grazie al cielo Fabièn, probabilmente più sorpreso degli altri del regalo, cincischia e perde l’attimo per battere a rete. Dall’altra parte la nostra occasione migliore ce l’ha Devid, immarcabile sulla fascia destra: si beve in velocità due avversari ma al momento di battere a rete perde anche lui l’attimo, viene spinto verso l’esterno dal difensore e l’occasione si perde in nulla. Momento di sconforto per Devid, consolato a gran voce da Mister Casadei. Finito il tempo abbiamo comunque tutti l’impressione che continuando così uno scherzetto riusciamo a farlo. Il secondo tempo riparte e si svolge sulla falsa riga del primo: entrano in campo per noi Matt Pierotti e Giorgio Mazzucchi. L’Orione ormai ci capisce veramente poco, i nostri continuano a fare la loro partita, solida e pratica, dando davvero l’impressione di prepararsi al colpo gobbo. E verso fine tempo arriva il vantaggio, meritato, con un nostro classico schema su calcio d’angolo: battuta corta a Franci Bonsi, accorrente dalle retrovie e per questo poco marcato; il nostro prende la mira e si inventa un sinistro a giro a mezza altezza che il portiere tocca ma non riesce a trattenere: bellissimo. 1-0. Irridente esultanza del nostro gladiatore rosso-crinito, con le mani alle orecchie come a dire: non vi sento, urlate più forte. Agitatore di folle. Il gol subito ha un effetto dirompente sugli avversari: il loro mister si chiude in uno sconsolato mutismo, non prima di aver ringhiato ai suoi giocatori nell’intervallo chissà quali accuse. Il terzo tempo si apre con l’Orione a testa bassa, e immancabile arriva la punizione definitiva: Devid si ribeve nuovamente gli avversari sulla destra e, arrivato sul fondo, rimette in mezzo dove, a rimorchio, arriva Riccardo Magliocca: stupendo interno destro rasoterra sul palo più lontano, assolutamente imparabile: 2-0, delirio in panchina e sugli spalti. Negli occhi dei ragazzi avversari si legge incredulità. La loro reazione è più velleitaria che altro: Yosef è impegnato un paio di volte ma non in maniera terribile; forse la cosa più pericolosa è un tiro dalla sinistra che termina di pochissimo a lato. Fabièn preferisce ormai fronteggiarsi in sterili duelli con Michele, cercando alcune volte di scalciarlo. In verità andiamo più vicini noi al terzo gol, prima con Matteo Costa che colpisce una traversa clamorosa con una strana palombella: la palla torna in campo sui piedi di Riccardo che però è scoordinato e svirgola fuori dallo specchio; poi con un contropiede fulminante di Devid, che spara di poco a lato a portiere battuto e con Miki Guarinelli completamente solo al centro; infine, a trenta secondi dalla fine, con una bordata da fuori di Riccardo che il portiere ferma non sa nemmeno lui come: il pallone gli si incastra tra le gambe. Fischio finale, grande festa: vittoria storica. A chiudere in bellezza la sua grande giornata, il mister dell’Orione ordina imperiosamente ai suoi di lasciare il campo senza salutare i nostri: per fortuna intervengono i ben più sportivi dirigenti avversari e il saluto ha luogo. Franci Bonsi mi ha raccontato di aver visto un avversario in lacrime al pensiero di dover tornare nello spogliatoio. In attesa di leggere sui massimi quotidiani sportivi l’imminente ingaggio del mister dell’Orione da parte del Chelsea o del Real Madrid, festeggiamo la splendida prestazione dei nostri ragazzi che ci hanno regalato una vittoria assolutamente insperata, talmente imprevista che il nostro vice-allenatore dovrà ora pagare pegno modificando il suo look a seguito di un’imprudente scommessa.


Necessaria una menzione particolare per ciascuno degli eroi:

Yosef Sharaf: si disimpegna con sicurezza sui (rari) tentativi avversari e mostra, una volta tanto, una migliore lettura delle rimesse dal fondo, cosa in cui di solito non eccelle facendo esattamente l’opposto di quello che vorrebbe il buon senso.

- Franci Bonsi: a parte lo svarione di cui si parlava in cronaca, per fortuna senza conseguenze, è praticamente perfetto. Con Carlo Gallizia forma una coppia difensiva quasi insuperabile. Gladiatorio e carismatico, dategli la palla giusta e lui la butta dentro.

- Carlo Gallizia: schierato ormai centrale di difesa fisso, non sbaglia un pallone e una chiusura, grazie anche alla sua esplosiva reattività. Di lui ricordiamo un’elegantissima uscita palla al piede da una situazione complicata sul nostro out sinistro come nemmeno Javier Zanetti nei suoi tempi d’oro.

- Riccardo Magliocca: si sprecano ormai gli elogi per il nostro Andrea Pirlo, capace di dettare i tempi alla squadra e di rendere fluida la manovra con le sue giocate di prima. Insieme a Franci Bonsi, è il nostro miglior tiratore da lontano. Se fosse un elemento chimico nella tabella periodica degli elementi, sarebbe il fosforo.

- Michele Guarinelli: di lui abbiamo già detto. Determinante in questa vittoria, si è sacrificato in un lavoro sfiancante, che non dovrebbe essere propriamente il suo, contro il giocatore avversario più pericoloso. Se fosse una sostanza chimica, sarebbe un acido forte: corrosivo.

Devid Nikolic: è uscito dal campo insoddisfatto per non avere segnato, ma le sue folate sulla fascia destra hanno disintegrato l’Orione. Meno funambolo del solito ma molto concreto, anche lui si è sacrificato molto.

-   Matteo Costa: provato in allenamento come attaccante da Mister Casadei e riproposto in partita, svolge anche lui un lavoro molto sporco di pressione sui difensori avversari. Interpreta il ruolo di terminale offensivo un po’ alla Guarinelli: tiene palla per fare salire la squadra. Diciamo un falso nove. Per poco non beffa il portiere avversario con un curioso pallonetto. In seguito ad un rovinoso incidente in oratorio nel quale ha perso due denti, gioca con il paradenti: in seguito ad una botta nelle parti basse ricevuta nel terzo tempo della partita, giocherà probabilmente d’ora in poi anche con la conchiglia.

Matteo Pierotti: convocato all’ultimo minuto per il forfait forzato di Roberti e Bianchi, tiene botta con il fisico contro le sortite avversarie sulla sua fascia di competenza. Sempre poco appariscente ma molto concreto, anche lui sul pezzo e molto concentrato.

Giorgio Mazzucchi: il mister gli chiede una partita di corsa e sacrificio a dare fastidio ai difensori avversari e a dare man forte a centrocampo. Supplisce con il suo instancabile moto perpetuo alla stazza fisica penalizzante, soprattutto contro avversari ben più grossi come quelli dell’Orione. E non sfigura, anzi.

Dal nostro inviato
Daniele Bonsignorio


Pulcini '07

ARCA - VIGEVANO 5 - 3
MARCATORI ARCA: Perego 3, Arienta 1, Vesurga 1

Rubrica:  SONO ANDATO A VEDERE PER VOI
Questa settimana sono andato a vedere per voi una squadra nuova dell'Arca, i 2007 che gioca a cinque sul sintetico. Bene, in questo modo non ci si sporca le scarpe ma non c'è la panchina e mi tocca stare in piedi. Perchè non giocate sul campo a cinque in erba? Nessuna risposta. Mistero da svelare.

Questa Squadra color Arancio, da non confondere coi blu che conosceremo settimana prossima, gioca con in porta Andrea Mastroianni, ex mascotte dei 2003, Marco Bergonti e Giacomo Asei in difesa, Pietro Arienta e Filippo Perego, abbastanza alto per la sua età probabilmente discendente di un watusso, in attacco. In panchina attendono scalpitando Omar Soliman, talmente concentrato sulla partita da non proferir parola ed il più loquace Edoardo Vesurga. Arbitra, fischiando con le dita l'inizio e la fine dei tempi, nonno Leonardo, da Vinci? Non si sa! Verificheremo! 

La partita non fa in tempo ad iniziare che l'Arca 2007 è già in goal. Avanzata temibile e corale di tutta la squadra, gioco sul watusso, Filippo Perego, che tira un siluro alle spalle del portierino avversario. Il Vigevano incassa il colpo e reagisce attaccando sulla fascia destra fino a cogliere impreparato Andrea Mastroianni ed infilzarlo sul lato opposto. L'Arca2007 non demorde, Filippo Perego, ben coadiuvato dalle sue guardie del corpo; Marco Bergonti, Giacomo Asei e Pietro Arienta riparte alla carica e tira un'altro siluro, questa volta in diagonale, alle spalle del portierino avversario. Andrea Mastroianni va ancora per farfalle ed intanto Filippo Perego fa tris e si porta la palla a casa? Questo
succede in serie A, nell'Arca chi fa almeno tre goal a partita deve portare lui il pallone la prossima volta perchè, di sicuro, se è così bravo chissa quanti ne ha in casa.

Il primo tempo si chiude sul 3 a 2 per l'Arca. Nel secondo tempo entrano Omar Soliman, che si piazza in difesa ad arginare le sfuriate del Vigevano ed Edoardo Vesurga mentre Filippo Perego si concede il riposo dei giusti. Il gioco senza il watusso è più fluido ed armonioso; Andrea Mastroianni gioca a centrocampo, dopo aver messo in porta Giacomo Asei, correndo come un matto a destra e a sinistra ma quando ha il pallone tra i piedi perde troppo tempo e non coglie l'attimo. Più concreti Pietro Arienta ed Edoardo Vesurga che realizzando un goal a testa mettono in cantiere anche il secondo tempo sul 2 a 0.

Nel terzo tempo si avverte un calo tecnico della nostra squadra. Filippo Perego, nonostante il riposo, non ha più frecce nel suo arco ed il Vigevano, con un goal improvviso ad inizio tempo, si aggiudica, a parer mio meritatamente, almeno un tempo.

Comcludiamo col fare i complimenti al nostro baldo allenatore Carlo che, come urlatore durante la partita niente da dire, ma qualcuno gli spieghi che nel calcio a fine tempo si cambia campo. grazie!

Dal vostro inviato
Luca Cappellini 

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