lunedì 3 giugno 2019

ARCANEWS Blog N.364 del 03/06/2019
Resp. L. Cappellini

Editoriale

A CURA DI: L. Cappellini

Carissimi amici e lettori di Arca news, continua la versione primaverile del nostro giornalino ma con notizie importanti. Ad Arluno, i nostri 2006, non ce l'hanno fatta a vincere la finale contro l'Arese. Peccato! Anche se il giudizio complessivo sullo svolgimento di questo torneo rimane ottimo e fa ben sperare per la prestazione agonistica dell'anno prossimo.

Grande pomeriggio di calcio e di caldo sul campo del Villapizzone per i nostri 2012 che concludono con una buona prestazione la loro annata calcistica. Due vittorie, un pareggio e due sconfitte. Anche se i pareggi per gli organizzatori erano due ma, non essendoci la classifica, chi se ne frega, per noi quella partita è stata vinta e poi che importa siamo qui solo per giocare e divertirsi.

Per la rubrica "Non di solo calcio" questa settimana si replica l'articolo sull'Open Days dell'Arca. Se anche  questa volta non sei venuto, non so che dirti, non c'è speranza, sei irrecuperabile, ma hai ancora una possibilità per salvarti in  corner. Iscriviti al campus.
Il direttore
Luca Cappellini


Esordienti '06

Torneo: Challenge Cup 2019 
FINALE: ARESE - ARCA  5 - 0



Commento

C’è poco da commentare purtroppo: poco abituati, soprattutto a livello mentale, a giocarsi partite importanti come la finale di un torneo i nostri ragazzi e oggettivamente troppo forti gli avversari. L’Arese vince il torneo di Arluno categoria Esordienti con un 5-0 che non ammette repliche. Escono a testa bassa i nostri, anche se il secondo posto finale in questo torneo è un suggello importantissimo al lavoro fatto finora e un buon presagio per quello che ci attende a partire dal prossimo settembre, con l’ingresso definitivo nel settore agonistico FIGC. 

La straordinaria vittoria in semifinale contro la Lombardia Uno ha caricato di grandi aspettative la settimana. Arriviamo domenica allo Stadio Comunale di Arluno consapevoli di dover compiere una grande impresa, perché gli avversari sono effettivamente favoriti: hanno vinto il girone preliminare sopravanzando Lombardia Uno e Ausonia e hanno passeggiato in semifinale stritolando il Bienate. Ma i nostri ci credono, soprattutto i tifosi che accorrono in massa per sostenere i ragazzi. Le squadre entrano in campo per il riscaldamento pre-partita e chi scrive rimane impressionato dallo sguardo dei ragazzi dell’Arese, in particolare del loro numero 9, presentato come la punta di diamante della squadra. Si dice occhio della tigre: sembrano tutti affamati di vittoria. Raramente ho visto quell’espressione negli occhi di ragazzi di dodici-tredici anni. Mister Walter è indeciso sull’undici titolare da schierare: da un lato è attratto dall’idea di riproporre il 4-3-1-2 molto spregiudicato che gli ha permesso di battere la Lombardia Uno, con Carlo Gallizia laterale basso: dall’altro un certo buon senso lo porterebbe ad una soluzione più prudente, con Emanuele Castelluzzo al posto di Carlo per una migliore fase difensiva. Opta alla fine per la soluzione più spregiudicata, per la quale a partita finita non si darà pace. In verità non possiamo dire se con una difesa più bloccata la squadra avrebbe retto di più all’impatto devastante dell’Arese nel primo tempo: ci viene da pensare al contrario che la partita sarebbe terminata com’è terminata, tanto assoluta è sempre sembrata la superiorità degli avversari. La realtà è che i nostri si fanno subito schiacciare e non riescono ad imbastire un’azione offensiva degna di questo nome; il tabellino a fine gare sarà impietoso: nemmeno un tiro in porta, con il portiere dell’Arese assolutamente inoperoso. Dall’altra parte, invece, terrificante la forza d’urto dei due attaccanti avversari: detto del numero 9, un ragazzone alto quasi un metro e ottanta nonostante ancora non abbia compiuto i tredici anni, il protagonista assoluto sarà il numero 7, autore di quattro gol su cinque. I due figuri praticamente vincono la partita da soli, con poderose progressioni palla al piede che schiantano puntualmente i nostri. Il primo tempo si chiude già 3-0 e la pratica archiviata; si tratta solo di limitare i danni  nel secondo tempo e provare a fare qualcosa per l’onore. Arriveranno invece altri due gol subiti, uno assolutamente evitabile perché Yosef lo prende sul suo palo. Non ci soffermiamo sulla cronaca della partita perché ci sembra di avere già detto abbastanza. Sicuramente alcuni nostri elementi sono arrivati alla partita troppo schiacciati dall’importanza dell’evento: paradossalmente il livello troppo elevato di aspettativa ha “sgonfiato” i nostri. Come sempre fatto anche in passato, dopo partite come queste non ci soffermiamo sulla prestazione dei singoli; per alcuni è stata evidente una maggiore fatica rispetto ad altri, ma quando non si tira mai in porta vuol dire che si è stati tutti un po’ sottotono. Tutto questo però non cambia il giudizio complessivo del torneo sulla squadra, che rimane ottimo. Volevamo mettere la ciliegina sulla torta, ma anche se non ci siamo riusciti la torta rimane bellissima e buonissima: iscrittici al torneo senza troppe aspettative siamo arrivati primi nel nostro girone e abbiamo sconfitto una compagine di blasone come la Lombardia Uno. Tutto questo è stato importante perché ci ha fatto capire che il gruppo può giocarsela anche in una categoria agonistica, come sarà quella dei Giovanissimi l’anno prossimo. Certo, non con la pretesa di vincere il campionato ma nemmeno con la rassegnazione di essere presi a pallate da tutti quelli che passano; e per questo dobbiamo solo dire bravi a tutti i ragazzi che hanno partecipato a questo torneo: Yosef Sharaf, Paolo Roberti, Neder Jouini, Riccardo Magliocca, il capitano Andrea Donelli, Michele Guarinelli, Giacomo Biasoli, Giorgio Mazzucchi, Francesco Bonsignorio, Carlo Gallizia, Emanuele Castelluzzo, Edoardo Bianchi, Paolo Cotta, Enrico Falzone, Lorenzo Manzoni, Michele Silanos e Giuseppe Addisi. E, ovviamente, un grande grazie ai due mister Walter Cariello e Giancarlo Marini. Infine, un ringraziamento enorme a tutti i genitori-tifosi, che hanno sostenuto in maniera commovente la squadra risultando sempre, in ogni partita del torneo, il gruppo più numeroso.

La stagione non è ancora terminata: cerchiamo di fare bella figura e magari di portare a casa un trofeo domenica prossima, al torneo di Baranzate. Un ultimo sforzo prima del meritato rompete-le-righe.
 
Dal nostro inviato
Daniele

Primi calci 2012

Torneo: Villapizzone

Commento 
Grande pomeriggio di calcio sul campo del Villapizzone per i nostri 2012 che concludono con una buona prestazione la loro annata calcistica. Arrivo per ultimo e con un po' di affanno, causa il caldo, e ad una prima occhiata, ho l'impressione che la squadra sia un po' raffazzonata ma che importa siamo qui solo per giocare e divertirsi.

C'è il portierone dei 2011, Alessandro Ceriani! Ma non è un torneo 2012?  Che importa siamo qui solo per giocare e divertirsi e poi giocherà in porta. No! La prima partita la gioca fuori. Fuori? Mi viene il mal di testa!

C'è un debuttante Giovanni alla sua prima partita con l'Arca. Lo accompagna suo padre Ulisse, nostra vecchia conoscenza avendo allenato anni fa i 2004.

C'è il mitico Francesco detto, mina vacante, nel senso che quando scende in campo non si può capire cosa possa combinare e poi c'è il suo sostenitore Franzoni, c'è Pezzoni, c'è Ferrato, detto "diga", c'è Samu, W I 2012 puri, e poi c'è Michy Aprea. Aprea? Ma non è un torneo 2012?  Che importa siamo qui solo per giocare e divertirsi.

Prima partita in cui, come al solito, partiamo con il freno tirato. Ceriani realizza il goal della bandiera ma, putroppo, gli avversari ne realizzano tre. Che importa siamo qui solo per giocare e divertirsi.

Seconda partita col Villapizzone ed abbiamo ancora il freno a mano tirato. Loro segnano per primi ma noi, ancora con Ceriani, riusciamo a pareggiare ed il mitico Francesco, in porta, con belle parate riesce, per ben due volte, a dire no al loro raddoppio. Questo perchè quando gioca contro di noi il Villapizzone non riesce a vincere, mai!


Terza partita; Ceriani e Pezzoni se ne sono andati e tocca ad Aprea ed a Franzoni trascinare la squadra ma putroppo un secco 3 a 0 degli avversari ci spezza le gambe e dopo, durante la pausa in attesa della quarta partita, Aprea tenta di spegnere la delusione fra le mie braccia alla faccia del che importa siamo qui solo per giocare e divertirsi.


Quarta partita; tiratissima e con una voglia di riscattarsi incredibile. La nostra "diga" tracima realizzando un goal. Aprea, con ampie falcate, realizza due goal in contropiede ed il primo tempo finisce 3 a 1 per noi. Nel secondo tempo, questa Mauro me la deve spiegare, viene sostituito il perno Aprea e gli avversari recuperano lo svantaggio ma la nostra squadra non demorde ed è con Franzoni che torna in vantaggio. Passaggio del portiere avversario al suo difensore. Incertezza di quest'ultimo che si allunga troppo il pallone su cui si avventa Lorenzo ed insacca. Bellissimo goal di rapina! Peccato che venga ritenuto non valido perchè non si è rispettato il primo passaggio libero. Falso, per me, il primo passaggio era già stato fatto quando è intervenuto il nostro giocatore ma che importa siamo qui solo per giocare e divertirsi.

Quinta partita: Non c'è molto da dire su quest'ultima partita che ci trova tutti stanchi e cotti. Gli avversari vincono facilmente perchè i nostri hanno già in testa il comodo divano di casa.

La giornata si conclude con le premiazioni in cui viene consegnata una piccola coppa  a tutti i piccoli partecipanti. E tornammo tutti a casa felici e contenti con due vittorie, un pareggio e due sconfitte. Anche se i pareggi per gli organizzatori erano due ma, non essendoci la classifica, chi se ne frega, per noi quella partita è stata vinta e poi che importa siamo qui solo per giocare e divertirsi. Ciao!

Dal vostro inviato
Luca Cappellini

Non di solo calcio

Risquillino le trombe e rirullino i tamburi! Seconda puntata dell'Arca Days per la presentazione del nuovo staff tecnico che allenerà i nostri ragazzi dai primi calci fino agli esordienti il prossimo anno. Anche questa volta, il tutto è capitanato dal nostro grande amico, ex-giocatore ed ex-allenatore dell'Arca, Samuele Casadei.

Questa volta splende il sole e fa caldo e ci si aspetta molta affluenza. In effetti molte facce nuove si sono viste arrivare. Io, per l'occasione, ho invitato dieci ragazzi nuovi, ne è venuto solo uno. Che successone!

Anche questa volta la dimostrazione calcistica sul campo è durata due ore poi, il dirigente sportivo Mauro Spadaro, ha presentato il nuovo staff tecnico sottolineando quello che è anche scritto sul sito e cioè che l'Arca è un luogo in cui la mia persona si gioca e si gioca sul serio. Cioè tende e attende di essere felice, perchè ciascuno di noi deve avere il desiderio di essere felice.

Si è anche letto un cartellone in cui i nostri ragazzi della prima categoria, alcuni fanno parte dello staff presentato, dopo una partita di calcio giocando un bel campionato con l'obbiettivo sportivo di salire di categoria hanno dichiarato:

" ...Possiamo parlare di episodi, di situazioni, di pali colpiti dall’avversario o di palle inattive, ma ciò che resta non è nemmeno il risultato: é lo spirito Arca, l’atteggiamento Arca, l’essere semplicemente Arca che ti riempie. Ti soddisfa. Soddisfa tutti: da chi gioca sempre, a chi non gioca mai. Perché essere Arca non si può descrivere, è semplicemente qualcosa di unico, qualcosa che ti cambia, che ti segna. Che resta. Sia che vinci sia che perdi: la differenza la fa sempre il come. Quando uno ha il cuore Arca, non ha paura di niente ma è felice perché è all’Arca. Onore a noi, onore all’Arca. Che oggi sia per sempre. "                                                                                                                 
[I RAGAZZI DELLA PRIMA]
Per finire mi sono presentato anch'io come dirigente di questo settore che si prende la grossa responsabilita attraverso il momento di preghiera e la sua presenza in campo di rendere ancor più evidente tutto questo.

Se anche  questa volta non sei venuto, non c'è speranza sei irricuperabile, ma hai ancora una possibilità per salvarti in  corner. Iscriviti al campus.

Dal vostro inviato
Luca Cappellini

Nessun commento:

Posta un commento